Il nostro percorso procede con il Greco di Bianco, geneticamente corrispondente alla Malvasia di Lipari e alla Malvasia di Sardegna, è un vitigno a bacca bianca di ampia diffusione storica nel Mediterraneo centro-occidentale, seguendo le antiche rotte marittime. In Calabria, è un elemento chiave della viticoltura della Locride, in particolare nelle aree di Bianco e Gerace.

Il grappolo a maturità è di grandi dimensioni, lungo, spargolo e di forma conica allungata. Presenta da una a tre ali poco sviluppate e un peduncolo lungo e robusto di colore verde. L’acino è medio-piccolo ed ellissoidale. La buccia è di medio spessore, consistente, leggermente pruinosa e di colore giallo. La polpa è di debole consistenza, con percepibili sentori muschiati. Il Greco di Bianco è un vitigno a maturazione precoce, generalmente tra la seconda e la terza decade di agosto. Predilige forme di allevamento lunghe o miste, come il Guyot, a causa della bassa fertilità delle gemme basali, e forme poco espanse come la controspalliera. La sua tolleranza alle avversità climatiche è media. È particolarmente sensibile al freddo e alla siccità, e mostra una suscettibilità a malattie fungine come l’oidio (mal bianco) e agli attacchi delle tignole. L’utilizzo primario delle uve di Greco di Bianco è la produzione di vini dolci. La loro eccellente attitudine all’appassimento, sia sulla pianta che post-raccolta su graticci o in locali climatizzati, ne fa un vitigno ideale per la produzione di passiti di alta qualità.
Ci sentiamo presto, per vivere insieme un altro Momento diVino.


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