Ci sono progetti enologici che nascono da calcoli commerciali e altri che nascono da incontri improbabili e meravigliosi, come quello tra Catia Bolzonella e l’olandese Willem Brouwer. A Selvazzano, porta d’ingresso dei Colli Euganei, la loro cantina Cà della Vigna è la dimostrazione che tre soli ettari di terra, se coltivati con amore e rigore, possono valere più di trenta ettari industriali. Qui le dimensioni sono microscopiche: 8.000 bottiglie prodotte in totale, una “tiratura limitata” per definizione che trasforma ogni stappatura in un piccolo privilegio. La conduzione è “Biologica Certificata”, una scelta non di facciata ma di sostanza, necessaria per preservare un ecosistema così intimo e raccolto.

Il vino bandiera di questa filosofia è il Vinfeermento, un nome che gioca con le parole per raccontare un vino che è materia viva, in perenne trasformazione. La presentazione congiunta delle annate 2022 e 2023 ci offre un’opportunità didattica rara: capire come il tempo lavori sulla Serprina vinificata col metodo “Colfondo”. In entrambe le annate, la base tecnica è identica: 100% uve Serprina vendemmiate a settembre e una gradazione alcolica leggera dell’11%, che invita alla beva senza pensieri. Tuttavia, il confronto nel calice svela le due anime del metodo ancestrale. La 2023 è l’energia pura, la freschezza scattante del frutto giovane e del lievito ancora brioso; la 2022, con un anno in più di sosta sui propri sedimenti in bottiglia, racconta invece la profondità, l’evoluzione verso note di pasticceria secca e una complessità minerale più marcata.
L’enologo Stefano Saderi ha interpretato queste due stagioni lasciando che fosse la natura a dettare il ritmo. Non c’è filtrazione, non c’è sboccatura. Il vino si presenta torbido, onesto, portando con sé la “polvere” benefica che lo ha nutrito durante i mesi di maturazione. Assaggiare queste due annate in sequenza significa comprendere che il vino frizzante non è una bibita statica, ma un organismo che respira e matura. La 2022 ci insegna la pazienza, la 2023 ci regala l’immediatezza.
Cà della Vigna non produce semplici vini, ma imbottiglia il “fermento” di una visione agricola coraggiosa. Bere Vinfeermento significa entrare nel giardino privato di Catia e Willem, dove la chimica è bandita e dove la Serprina è libera di invecchiare (o di essere bevuta subito) seguendo solo le proprie regole biologiche. Un vino doppio, per una doppia emozione.


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