Nerello: Varietà a Bacca Nera tra Tradizione e Parentela Genetica

Oggi andiamo avanti con il Nerello. Il Nerello è un vitigno a bacca nera principalmente coltivato nella Locride, dove è conosciuto con diverse denominazioni locali come “Carbonaru”, “Paesano” e “Nostrale”. Geneticamente, questo Nerello calabrese è riconducibile al Nerello Mascalese dell’Etna. È importante notare come in alcune aree calabresi il nome “Nerella” sia utilizzato per indicare il Sangiovese, e studi genetici suggeriscono una parentela di primo grado tra il Nerello calabrese e il Sangiovese.

Il grappolo a maturità ha dimensioni da medio-grandi a grandi, è mediamente allungato, di forma conica con più ali ricadenti e un’estremità appuntita. La sua compattezza può variare da spargola a compatta, e il peduncolo è di media lunghezza e colore verde. L’acino è di dimensione media, ellissoidale corto. La buccia è di medio spessore, ben pruinosa, con colorazione che varia dal blu al rosso scuro-violetto. La polpa ha debole consistenza. La maturazione del Nerello è media, generalmente nella seconda decade di settembre. In Calabria, il Nerello si trova sia nelle zone di bassa collina che di montagna. Storicamente allevato ad alberello nei vecchi vigneti, nei nuovi impianti si preferisce la spalliera. È molto sensibile a peronospora, muffa e marciume acido in specifiche condizioni, oltre a mostrare sensibilità alla siccità.

Ci sentiamo presto, per il prossimo Momento diVino.



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