Il nostro viaggio continua nella Locride, dove il Mantonico Bianco è conosciuto come “Mantonacu viru” (vero Mantonico), per distinguerlo da varietà simili. La sua coltivazione è concentrata lungo la costa ionica, con particolare enfasi nelle aree di Bianco e Casignana. È un vitigno rustico.

Il grappolo ha dimensioni e lunghezza medie, con forma conica. È compatto, generalmente con estremità arrotondata, e spesso presenta numerose ali brevi e raccolte. Il peduncolo è medio-corto e robusto. L’acino è medio o medio-piccolo, ellissoidale lungo. La buccia è di medio spessore, molto resistente, ben pruinosa e di colore giallo-verde. La polpa ha scarsa consistenza. La maturazione del Mantonico Bianco è tardiva, collocandosi tipicamente nella prima decade di ottobre. Il Mantonico Bianco esibisce un’ottima resistenza al freddo invernale e alla siccità estiva. Si adatta bene a terreni argillosi salini e presenta una media tolleranza a peronospora e oidio. La sua vigoria è medio-elevata, e si adatta bene a sistemi di allevamento a spalliera con potatura corta. È sensibile alle scottature da zolfo e il grappolo è suscettibile al marciume, pertanto predilige terreni collinari asciutti, ventilati e ben esposti. Le uve sono caratterizzate da una buona acidità e si prestano eccellentemente all’appassimento, sia in pianta che post-raccolta (al sole o in locali climatizzati), rendendolo ideale anche per la produzione di vini passiti.
A domani, per passare insieme un Momento diVino.


Rispondi