I Vini IGP di Calabria

La Calabria, una regione di straordinaria eterogeneità pedoclimatica che si estende dalle zone costiere bagnate dallo Ionio e dal Tirreno fino ai rilievi montuosi dell’interno, presenta un ambiente ideale per una viticoltura articolata e di pregevole qualità. Accanto alle rigorose Denominazioni di Origine Controllata (DOC) e alla neonata DOCG, il panorama enologico calabrese è significativamente arricchito dalle Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Questo riconoscimento, di matrice europea, identifica vini le cui caratteristiche qualitative e la cui reputazione sono intrinsecamente legate all’origine geografica, pur concedendo ai produttori un disciplinare di produzione più flessibile rispetto alle DOC, facilitando così l’innovazione e l’adattamento alle esigenze del mercato.

Dal punto di vista tecnico, le IGP calabresi offrono un quadro normativo che bilancia la tutela dell’origine con una maggiore libertà produttiva. I disciplinari di produzione delle IGP, pur essendo meno stringenti di quelli delle DOC, stabiliscono comunque parametri chiari e controllabili. Un aspetto fondamentale riguarda la provenienza delle uve: per rientrare nella classificazione IGP, almeno l’85% delle uve utilizzate per la vinificazione deve provenire esclusivamente dalla zona geografica delimitata. Questa norma garantisce un legame tangibile con il territorio, pur permettendo una certa apertura all’uso di uve provenienti da altre aree della regione, a patto che siano conformi alle specifiche.

In termini di vitigni ammessi, le IGP concedono una notevole versatilità. Accanto ai vitigni autoctoni storici della Calabria, come il Gaglioppo per i rossi e i rosati, il Greco Bianco per i bianchi, o il Magliocco Canino, i disciplinari IGP spesso consentono l’impiego di varietà internazionali che si sono acclimatate con successo nel territorio calabrese. Questa flessibilità permette ai produttori di sperimentare uvaggi innovativi e di proporre vini con profili aromatici e gustativi più ampi, senza però disperdere il legame con l’identità regionale.

Per quanto concerne le pratiche enologiche, i disciplinari IGP definiscono le linee guida essenziali per la vinificazione, l’affinamento e l’imbottigliamento. Sebbene non impongano i medesimi vincoli di tempistiche e tipologie di contenitori delle DOC/DOCG, garantiscono comunque standard qualitativi minimi e l’applicazione di metodologie che preservano l’integrità del prodotto. La tracciabilità è un elemento chiave, assicurando la rintracciabilità delle uve e del processo produttivo dalla vigna alla bottiglia, a tutela del consumatore.

Le IGP calabresi rivestono un ruolo cruciale nella strategia di sviluppo del settore vitivinicolo regionale. Esse non solo valorizzano la ricchezza ampelografica e pedoclimatica della Calabria, ma offrono anche ai produttori strumenti per accedere a mercati più ampi, presentando vini che coniugano la tradizione con l’innovazione. Contribuiscono attivamente alla promozione dell’immagine della Calabria come terra di vini dinamici e di qualità, capaci di soddisfare diverse fasce di consumatori, e rappresentano un ponte efficace tra le espressioni più radicate del territorio e le nuove tendenze enologiche.

IGP Arghillà

La denominazione IGP Arghillà identifica vini prodotti in una zona specifica della provincia di Reggio Calabria. Quest’area include il territorio amministrativo dei comuni di Calanna, Campo Calabro, Fiumara e Villa San Giovanni. A questi si aggiunge una porzione del comune di Reggio Calabria, limitata alle frazioni di Archi, Arghillà di Catona, Arghillà di Salice Concessa, Arghillà di Villa San Giuseppe, Diminniti di Sambatello, Orti, Rosalì, Sambatello, San Giovanni di Sambatello, Terreti e Vito. Questa configurazione territoriale, che spazia da aree costiere a zone più interne, contribuisce a modellare le caratteristiche uniche dei vini qui prodotti.

Le tipologie di vino previste sono il Rosso (anche nella versione Novello) e il Rosato (anche Novello), che esprimono la vocazione vitivinicola di quest’area.

IGP Calabria

La denominazione IGP Calabria copre l’intero territorio amministrativo della regione, abbracciando tutte e cinque le province: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Questo ampio raggio permette di includere una vasta gamma di vini che riflettono la diversità pedoclimatica della regione.

Per le tipologie Rosso (disponibile anche come frizzante, passito, novello, vivace e spumante) e Rosato (frizzante, vivace e spumante), i vitigni consentiti con specificazione includono sia autoctoni che internazionali: Aglianico, Barbera, Cabernet (nelle varianti Franc e/o Sauvignon), Calabrese (Nero d’Avola, molto diffuso in Calabria), Castiglione, Gaglioppo, Greco Nero, Magliocco Canino, Malvasia (Malvasia Nera di Brindisi), Marsigliana Nera, Merlot, Nerella Cappuccio, Nerello Mascalese, Nocera, Prunesta e Sangiovese. Per le tipologie Bianco (disponibile anche come frizzante, passito, vivace e spumante), i vitigni con specificazione comprendono: Ansonica, Chardonnay, Greco, Guardavalle, Guarnaccia, Malvasia (Malvasia Bianca), Manzoni Bianco, Montonico Bianco, Moscato Bianco, Pecorello, Pinot Bianco, Riesling Italico, Sauvignon, Semillon e Traminer Aromatico, oltre al Trebbiano (nella varietà Toscana).

IGP Costa Viola

L’IGP Costa Viola prende il nome dalla suggestiva costa tirrenica calabrese, caratterizzata dai riflessi violacei del mare al tramonto. La zona di produzione comprende il territorio amministrativo dei comuni di Bagnara Calabra, Palmi, Scilla e Seminara, tutti situati in provincia di Reggio Calabria. L’influenza del mare, unita ai terreni scoscesi e talvolta terrazzati, crea un ambiente ideale per la viticoltura eroica, che si riflette nella qualità e nell’identità dei vini.

Le tipologie di vino incluse in questa IGP sono il Bianco, il Rosso (anche Novello) e il Rosato (anche Novello). Inoltre, è consentita la specificazione del nome di un singolo vitigno, permettendo di valorizzare al meglio le espressioni monovarietali tipiche del territorio.

IGP Lipuda

La IGP Lipuda è più circoscritta e comprende il territorio amministrativo dei comuni di Carfizzi, Casabona, Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Melissa, Strongoli e Umbriatico, tutti situati in provincia di Crotone. Questa area, particolarmente vocata alla viticoltura, è nota per le sue caratteristiche geografiche che influenzano distintamente i vini prodotti.

Le tipologie previste sono Bianco (anche frizzante), Rosso (anche frizzante e novello) e Rosato (anche frizzante), che qui esprimono le peculiarità di un microclima e di un suolo specifici.

IGP Locride

La IGP Locride copre un’ampia porzione del territorio in provincia di Reggio Calabria. Include i comuni di Agnana, Ardore, Bianco, Bovalino, Bruzzano, Camini, Canolo, Caraffa del Bianco, Casignana, Ciminà, Ferruzzano, Gerace, Gioiosa Ionica, Grotteria, Locri, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica, Monasterace, Placanica, Riace, Roccella Ionica, Sant’Agata del Bianco, Sant’Ilario dello Ionio, Siderno e Stignano. Questa estesa area è caratterizzata da un paesaggio variegato che dalla costa ionica si estende verso l’entroterra, influenzando la diversità dei vini.

Le tipologie consentite sono Bianco (anche frizzante) e Rosso (anche novello), con la specifica menzione del Montonico Bianco passito, una rara e pregiata espressione che valorizza un vitigno autoctono locale attraverso un processo di appassimento, concentrando zuccheri e aromi per un vino dolce di grande complessità.

IGP Palizzi

La denominazione IGP Palizzi si estende sul territorio di specifici comuni in provincia di Reggio Calabria. La zona di produzione comprende per intero i comuni di Bova, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri, Palizzi e Staiti. Questi territori, caratterizzati da un paesaggio che dalla costa si innalza verso le pendici aspre dell’Aspromonte, conferiscono ai vini qui prodotti delle caratteristiche organolettiche distintive, influenzate dal microclima e dalla composizione del suolo.

Le tipologie di vino ammesse per la IGP Palizzi sono il Rosso (disponibile anche nella versione Novello) e il Rosato, che rappresentano le espressioni enologiche di questa particolare sub-regione calabrese.

IGP Pellaro

La IGP Pellaro è un’altra significativa indicazione geografica nella provincia di Reggio Calabria, con una zona di produzione più circoscritta ma strategicamente importante. Essa include il territorio del Comune di Motta San Giovanni e una parte specifica del Comune di Reggio Calabria. Le frazioni reggine incluse in questa denominazione sono Bocale, Lume di Pellaro, Macellari, Occhio di Pellaro, Oliveto, Paterriti, Pellaro, San Filippo e Valanidi. Questa localizzazione costiera, vicina al capoluogo, beneficia di particolari influenze marine e di terreni che contribuiscono a definire il carattere dei suoi vini.

Per quanto riguarda le tipologie, la IGP Pellaro prevede vini Rossi (anche nella versione Novello) e Rosati. Un elemento distintivo di questa IGP è la possibilità che, per la produzione dei mosti e dei vini rossi e rosati, possano concorrere, da sole o congiuntamente, anche uve di vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Calabria, fino a un massimo del 15%. Questa peculiarità permette una maggiore versatilità e complessità nei blend, pur mantenendo salda l’identità territoriale.

IGP Scilla

La denominazione IGP Scilla è molto specifica e circoscritta al solo comune di Scilla, in provincia di Reggio Calabria. Pur essendo un’area molto piccola, la sua forte identità geografica e la tradizione vitivinicola secolare le conferiscono una rilevanza autonoma. La vicinanza allo Stretto di Messina e le particolari condizioni pedoclimatiche di questa zona costiera e collinare influenzano profondamente il carattere dei vini.

Per la IGP Scilla, le tipologie riconosciute sono il Rosso (anche Novello) e il Rosato, che incarnano la tipicità del territorio scillese.

IGP Val D’Amato

L’IGP Val D’Amato copre l’intero territorio amministrativo di specifici comuni in provincia di Catanzaro, concentrandosi nell’area attraversata dal fiume Amato. I comuni inclusi sono Curinga, Filadelfia, Francavilla Angitola, Gizzeria, Lamezia Terme, Maida e San Pietro a Maida. Questa valle, che si estende dalla costa tirrenica verso l’interno, offre condizioni ideali per una viticoltura che unisce tradizione e innovazione.

Le tipologie di vino riconosciute sono diverse e versatili: Bianco (anche passito e spumante), Rosso (anche passito e novello) e Rosato (anche spumante). Questa gamma di prodotti sottolinea la capacità della Val D’Amato di produrre vini con profili sensoriali variegati, adatti a soddisfare diverse esigenze di mercato e a esprimere le molteplici sfaccettature del suo territorio.

IGP Val di Neto

L’IGP Val di Neto, infine, si estende su una vasta area della provincia di Crotone, seguendo il corso del fiume Neto, uno dei principali della Calabria. La zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo di numerosi comuni: Andali, Belcastro, Belvedere di Spinello, Botricello, Caccuri, Carfizzi, Casabona, Cerenzia, Cotronei, Cutro, Mesoraca, Pallagorio, Petilia Policastro, Roccabernarda, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato, San Nicola dell’Alto, Santa Severina, Scandale, Umbriatico e Strongoli. Questa estesa valle fluviale offre una varietà di terreni e microclimi che contribuiscono alla complessità dei vini.

Le tipologie previste sono il Bianco (disponibile anche come frizzante e passito), il Rosso (anche frizzante, passito e novello) e il Rosato (anche frizzante). Anche per questa IGP è consentita la specificazione del nome di un vitigno, permettendo un’ulteriore differenziazione e valorizzazione delle varietà autoctone e alloctone coltivate nella Val di Neto.



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